IL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO DELLA SARDEGNA
Un servizio regionale in continua evoluzione: per volontà e per necessità.


“Ci si preparerà in definitiva all’alto compito tecnico, morale e sociale per il quale è stato creato il corpo di Soccorso Speleologico” concludeva così Onorio Petrini, socio fondatore e primo responsabile per la Sardegna, nel 1974, l’articolo su Speleologia Sarda annunciando la costituzione dell’VIII Gruppo del Soccorso Speleologico, con quattro stazioni territoriali: Alghero-Sassari, Cagliari, Nuoro e Sulcis Iglesiente, per un totale di 47 volontari.

Furono alcuni gravi e mortali incidenti verificatisi in diverse grotte dell’isola e l’impegno dei maggiori gruppi speleologici dell’epoca a crearne le condizioni per la nascita, ed il 3 novembre 1974 la direzione nazionale dell’allora CNSA ne ufficializzò la costituzione.

Iniziò così anche in Sardegna la storia di soccorritori, soccorsi e soprattutto di vite umane salvate. A dicembre del 1974 Sergio Macciò, Desiderio Dottori e Maurizio Sagnotti tennero ad Alghero il primo corso per tecnici ed il 26 marzo 1975 venne effettuato il primo intervento di soccorso.

La presenza di una struttura operativa capace di applicare tecniche speleo-alpinistiche e di intervenire con l’ausilio dell’elicottero rappresentò una novità assoluta per la Regione Sardegna. L’intento iniziale fu quello di garantire i soccorsi in grotta, la Sardegna è sempre stata caratterizzata da una forte tradizione speleologica, ma già nelle relazioni periodiche dell’epoca emerse la consapevolezza che l’VIII Gruppo avrebbe dovuto farsi carico anche delle emergenze all’esterno e tipiche dell’operatività alpina. Lo stesso Presidente nazionale Bruno Toniolo sollecitò in più occasioni la nascita di un nucleo alpino, ma per disporre di un congruo numero di rocciatori bisognerà attendere una maggiore diffusione nell’isola della pratica dell’alpinismo e dell’arrampicata sportiva.

Sino agli anni ’80 le richieste di soccorso furono tutto sommato limitate, gran parte delle attività legate all’ambiente montano non avevano ancora tanti adepti, la fama del Supramonte sardo teneva a distanza i più, e di fatto chi frequentava questi ambienti erano in genere persone esperte. A partire dagli anni ’90 si assistette ad un vero boom di queste attività: la varietà di ambienti naturali, unici nel loro genere, ed una spinta sempre più decisa da parte della pubblica amministrazione alla frequentazione turistica delle aree interne della Sardegna determinarono un costante ed esponenziale incremento del numero di habitué di questi ambienti, con un conseguente e statistico aumento delle problematiche legate a sicurezza ed incidenti. Le nuove esigenze operative, previste con largo anticipo dai soci fondatori, portarono l’VIII Gruppo Sardegna ad una graduale riorganizzazione interna.

Vennero quindi costituiti nell’ordine la Stazione alpina, l’attuale servizio regionale nel 1996, il Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna (SASS), e nell’aprile del 2003 la XXIX Zona di Soccorso Alpino con tre stazioni territoriali: Cagliari, Nuoro e Sassari.


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